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Perchè tanto silenzio?

Prima non c’era niente da dire e dopo c’era troppo da fare. Giusto tacere.

In questi ultimi tre anni abbiamo scoperto che c’è gente speciale, gente che proprio non riesce a fare a meno di pensare al prossimo viaggio. God bless you! Anime gipsy che portate il seme della libertà in giro per il mondo. È grazie a Voi se il mondo gira, se no si fermerebbe.

Vorreii chiamarvi “Cari Passeggeri”, mi piace molto questa parola, perchè esprime non solo il senso del movimento, ma anche il senso del tempo, di qualcosa che non può durare, qualcosa di temporaneo, come la condivisione di un tratto di cielo con l’estraneo che ci siede accanto in aereo. Siamo proprio noi, siamo il popolo dei Passeggeri.

E dire che, pessimista come sono, mi ero convinto che tutto sarebbe crollato, apocalypse now: e in effetti non è che il mondo sia molto migliorato nel frattempo… ma almeno una cosa è certa: ho scoperto che la voglia di essere Passeggeri risorge sempre e risorge subito, fa proprio parte del nostro DNA. Probabilmente abbiamo dei trisavoli nomadi, forse una nonna gipsy… sta di fatto che dobbiamo sempre pensare al prossimo viaggio, non per esigenze materiali, semplicemente per sentirci vivi.

Quindi Grazie, cari Passeggeri.

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