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In che modo i Millennials stanno cambiando il modo di viaggiare.

 

Fino a 10 anni fa abbiamo sempre considerato viaggiare un lusso più che un bisogno. L’aria è però cambiata da quando i Millennials sono entrati in gioco.
Sono giovani, pieni di energie e desiderosi di scoprire il mondo.
Una ricerca ha stimato che entro i prossimi 3 0 4 anni, i Millennials immetteranno quasi 1,4 miliardi di dollari nel mercato dei viaggi.

 

Da questi dati, possiamo trarre un paio di conclusioni.
Siccome i giovani viaggiano così tanto, il primo pensiero potrebbe essere: “Ma dove trovano tutti questi soldi?”
Ecco, pur essendo vero che alcuni hanno molta disponibilità economica e si possono permettere dei viaggi più lussuosi, la maggior parte dei ragazzi cerca di spendere il minimo ma viaggiare di più.

 

Un’ esperienza a basso costo: questo è quello che cercano.
Secondo una ricerca svolta da TopDeck Travel,  l’86% degli intervistati preferirebbe sperimentare, conoscere, una nuova cultura piuttosto che visitare una città per lo shopping o il divertimento.
Non è raro, infatti, trovare giovani backpackers che partono per mete come la Thailandia o la Cambogia.
Mentre la generazione precedente ricerca il comfort e la sicurezza, loro preferiscono emozioni più intense ed esperienze più concrete.

 

Al momento i Millennials sono i maggiori clienti nell’industria del turismo.
Come riescono a viaggiare tanto spendendo poco?
Prima di tutto, il grande numero di compagnie aeree low-cost è sicuramente un vantaggio: in Europa è possibile comprare un biglietto Milano-Londra a soli 17 euro.
Secondariamente, i giovani sono poco interessati agli hotel quanto più agli ostelli.
Gli ostelli non sono più bettole scadenti in cui dormono persone poco raccomandabili.
Molti di questi, infatti, sono stati rimodernati, piazzati in posizioni strategiche e in alcuni casi si trovano anche delle camere private a prezzi veramente bassi.

 

In conclusione, che si stia parlando di comprare un biglietto last-minute per un posto esotico o di affrontare un lungo viaggio in auto per il gusto di farlo, i Millennials stanno rinnovando il concetto di viaggio.
E’ quindi chiaro che siamo di fronte ad una nuova generazione di viaggiatori.

 

 

Circa la metà degli alberghi è pet-friendly. Anche le compagnie di trasporti si adeguano. E le polizze viaggio per cani e gatti valgono oltre 500 milioni

 

Fino al 2014 l’Italia era fuori dalle classifiche delle mete più accoglienti per chi viaggia con gli animali di casa al seguito.

In pochi anni, però, la musica è cambiata. E il Belpaese ha scoperto il valore del turismo pet-friendly.

La sproporzione, d’altronde, non coincideva con le abitudini degli italiani stessi, visto che il rapporto con gli animali da compagnia nelle case dello Stivale è salito fino a raggiungere quota uno a uno. Sessanta milioni tra cani, gatti, criceti, uccelli, roditori e rettili vivono nelle famiglie italiane, che nel 40% dei casi hanno due o più animali.

Se sono tanto accoglienti in casa, gli italiani si sarebbero dovuti dimostrare altrettanto aperti nelle strutture turistiche che gestiscono, dagli hotel ai ristoranti, dagli stabilimenti balneari ai campeggi.

In pochi anni l’Italia ha superato la media europea.

Oggi, secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione nazionale delle imprese per l’alimentazione e la cura degli animali Assalco e Zoomark, la metà di alberghi è pet-friendly,contro una media europea del 40% e una mondiale del 37%.

Hotel Tonight, società che offre prenotazioni last minute, stima che tra i suoi iscritti il 49,7% di alberghi, bed & breakfast e affini sia disponibile ad accogliere turisti con animali di compagnia. La media supera quella degli Stati Uniti, considerati pionieri dei viaggi pet-friendly.

Un dato più alto emerge da un sondaggio di Booking, che segnala oltre 67mila strutture a misura di cani e gatti, il 57% del totale, al di sopra della media di paesi come la Svizzera (52,4%) o la Germania (52,3%).

 

fonte: https://www.wired.it/lifestyle/viaggi/2017/07/03/italia-viaggi-animali-turismo/